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La Riserva di Biguglia

Lo Stagno di Biguglia
Immaginate una montagna.
Ai suoi piedi, uno stagno lagunare attira lentamente le sue forme tra
celo, mare e terra ..
Il luogo esiste, ma che dico, si impone a nord-est della Corsica, tra
Bastia e l'imboccatura della più importante riviera dell'isola, il Golo.
Lo Stagno di Biguglia, detto Stagno di Chiurlinu, è il più grande dell'isola
: 1 450 ettari, 11 chilometri di lunghezza, e una larghezza che arriva
al massimo a 2,5 chilometri !
Costeggiando il mare (separato solo da uno stretto lido la cui larghezza
non supera il chilometro), si estende sulle quattro comuni di Furiani,
Biguglia, Borgo e Lucciana, occupando di fatti la quasi-totalità del litorale
della piana della Marana.
Il carattere eccezionale di questo posto naturale non si limita alla
sua qualità paesaggistica. La sua iscrizione sulla lista delle zone umide
d'importanza intemazionale al titolo della Convenzione di Ramsar ed all'inventario
delle zone di protezione speciale a titolo della Direttiva europea relativa
alla conservazione degli uccelli selvatici , senza dimenticare la sua
classificazione come Riserva Naturale, testimoniano un interesse ecologico
particolarmente rimarcabile.
E principalemente biologico : il mosaico dei bacini, vicini salati, praterie
pascolate ed ancora verde, accompagnano con la loro presenza le rive dello
stagno che offrono, grazie alla ricchezza della loro fauna d'invertebrati
ch'essa ripara, molte aree di riproduzione e di nutrimento a numerose
speci animali.
Così, il recensimento della avifaune regolarmente osservato sullo stagno
conta più di 120 speci d'uccelli, delle quali 19 nidificanti, 68 estivanti
e 53 invernanti.
Quattro speci invernano in abbondanza sulla piena acqua (Folaga
nera, Anatra muschiata, Germano reale, ed il grande Cormorano), tanto
che diverse speci d'Europa centrale e settentrionale guadagnano le canne
per un soggiorno invernale (dacelidi, zigolo da canna, cincia, o
ancora il cannareccione).
I fondi melmosi del nord dello stagno sono molto frequentati da uccelli
migratori. Le osservazioni fatte da decenni mostrano che la maggior parte
dei limicoli, dei grandi trampolieri e dei gabbiani d'Europa vi
fanno scalo.
Gli stagni presentano in oltre delle forti potenzialità pescherecce,
questa alimenta da molto tempo una pesca artigianale basata sull'utilizzazione
delle caratteristiche migratorie dei pesci ed il ripopolamento naturale
a partire dal mare.
Anguille, muggine, spigole ed eperlani compongono l'essenziale della
produzione, le prime rappresentano il 65% delle catture.
Vera meraviglia della natura, la Riserva naturale di Biguglia si distingue
dunque attraverso una stupefacente ricchezza floristica. Due parole sorgono
spontanee «Varietà» ma soprattutto, «Rarità» : ne viene fuori dall'inventario
botanico che una trentina di speci sono rare o molto rare, delle quali
certune meritano un'attenzione particolare (Kosteletzkya pentacarpos,
Thelypteris palustris,Sagittaria sagittifolia e Tamarix africana).
Il riconoscimento internazionale del carattere eccezionale dello stagno,
il quale viene classificato come Riserva naturale, costituisce un grande
progresso per la protezione di tale luogo.
Tratto da Mer et Littoral [ M. Laudato ]
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